QUANDO UN PROGRAMMA TELEVISIVO DIVENTA UNA VERGOGNA

23 marzo 2017 di anpioristano Nessun commento »

Carissimi, recentemente un programma televisivo è stato chiuso da un giorno all’altro per i suoi contenuti sessisti, maschilisti e decisamente anacronistici. Che dire, allora, di quello che è accaduto durante una puntata di OTTO E MEZZO su La7? Ecco la lettera che, seguendo l’invito del nostro coordinatore regionale Marco Sini, ho inviato alla nota giornalista.

Gentile signora Gruber,

Nella fase finale della trasmissione Otto e mezzo del 20 marzo su tutt’altro argomento, il signor Paolo Pansa, ospite in studio, dopo essersi ripetutamente esibito in forme di turpiloquio rivolto a destra e a manca (“fessi”, “stupidi”, “non me ne importa un cazzo”), ha testualmente affermato: “Dopo aver pubblicato ‘Il sangue dei vinti’ (…) sono stato per quattro anni bombardato da questa sinistra cogliona (sic!). Non si può parlar male dei partigiani anche se hanno stuprato mettendo le bombe a mano nelle vagine delle ausiliarie fasciste”.

È evidente la gravità assoluta di questa affermazione, che delegittima i partigiani dipingendo l’intera Resistenza come un movimento di massacratori ispirati ad un sanguinario e gratuito sadismo. Nulla di strano sulla bocca di Pansa, che non interessa contestare, perché parlano molto di più: l’Atlante delle stragi naziste e fasciste

(http://www.straginazifasciste.it/?page_id=281)

e gli innumerevoli, e non ancora del tutto censiti, episodi di vero e proprio eroismo di persone comuni che hanno partecipato alla Resistenza in armi o meno, e – fra questi – le vicende di decine di migliaia di militari italiani che scelsero, dopo l’8 settembre, di combattere per la liberazione del Paese, molte volte a prezzo della vita, come per esempio a Cefalonia.

Interessa invece prendere atto che tale delegittimazione è avvenuta senza alcun contraddittorio in una trasmissione che si definisce “di approfondimento quotidiano” e senza che Lei, che conduce la trasmissione, abbia letteralmente aperto bocca. Lo stesso vale per Matteo Ricci, sindaco di Pesaro che, presumibilmente, risponderà del suo comportamento agli elettori. Ma meraviglia in particolare il Suo silenzio, considerando che la nostra Repubblica, come Lei insegna, è nata da quella lotta di Resistenza e che quei partigiani sono stati ricevuti a Montecitorio il 16 aprile 2015 dalle massime autorità dello Stato.

In tale circostanza la Presidente della Camera, rivolta ai partigiani seduti sui banchi dei parlamentari, affermò: «Oggi, voi partigiani, siete qui non come ospiti ma come padroni di casa».

Per queste ragioni è inaccettabile che in una trasmissione televisiva peraltro così ascoltata si lasci passare un messaggio la cui sostanza è che i carnefici diventano le vittime e le vittime diventano i carnefici.

Mi auguro che Lei, gentile signora Gruber, abbia la coerenza di smentire quelle sciagurate parole pronunciate dal signor Pansa per rispetto della verità storica, della natura della Repubblica italiana, del sacrificio di decine di migliaia di partigiani, ed anche – se permette – di tutti i telespettatori.

 

Distinti Saluti

Carla Cossu

ORISTANO

 

23.03.2017

 

L’ANPI invitata all’Assemblea Regionale della CGIL: il testo dell’intervento del Presidente Provinciale

14 febbraio 2017 di anpioristano Nessun commento »

Ringrazio la CGIL e il Segretario Provinciale Dott.ssa Roberta Manca, per avermi invitata. Ho accolto l’invito di buon grado perchè qui, oggi, si parla di DIRITTI. E poichè l’ANPI ha come fine primario non solo la memoria della Resistenza e della lotta al nazifascismo, ma anche la difesa della Costituzione, che è nata da esse,  ha non solo titolo, ma direi l’obbligo, di difendere il lavoro quale diritto fondamentale. Proprio sulla trincea dei diritti dei cittadini e dei lavoratori CGIL e ANPI hanno spesso combattuto insieme, come nella grande battaglia per il NO al referendum costituzionale, contro il tentativo di svuotare il dettato della Carta attraverso sedicenti “riforme” atte a “svecchiarla”. Come sapete, fin dal 1° Articolo, la Costituzione italiana identifica il lavoro come essenza della Repubblica Democratica. Senza il lavoro, senza lo strumento per provvedere al proprio sostentamento, non solo non si può “concorrere al progresso spirituale o materiale della società”, come recita l’Art. 4, ma non c’è dignità, nè come persona nè come cittadino. Non sta a me entrare nello specifico dei nuovi quesiti referendari sui voucher e sugli appalti, ma dico che mi sarebbe piaciuto se fossero sati ammessi anche quelli sull’Art. 18 e sulla Buona Scuola. Ricordo che la parola “lavoro” ricorre ben 19  volte ne testo della Carta, e un’altra decina di volte (9 per l’esattezza) le parole “lavoratore/i, lavoratrice”. E invece, non c’è dubbio che oggi, a parte i davvero preoccupanti livelli di disoccupazione, specie giovanile, molti dei diritti e delle tutele conquistate con decenni – quando non secoli – di lotte durissime, siano sotto attacco, cancellati o fortemente ridimensionati dall’iperliberismo trionfante, espressione dello smisurato potere economico di pochi. Sta insomma diventando drammaticamente normale confondere diritti e privilegi, flessibilità e precarietà, verticismo autoritario e organizzazione del lavoro, scelte politiche e convenienze dei potentati economici e finanziari. Gli stati, i governi, sembrano aver smarrito la funzione di indirizzo sociale dell’economia, di composizione di interessi contrapposti, e sembrano essere diventati parte attiva di una strana lotta di classe rovesciata, il cui obiettivo è quello di scardinare proprio i diritti previsti dalle Costituzioni democratiche, entrambi considerati residuai, relitti del secolo scorso, che non ci si può più permettere di applicare. E, insieme, opera la delegittimazione di coloro che quei diritti rappresentano e tutelano. Ed ecco quindi una grandinata di leggi e provvedimenti, pomposamente definiti “riforme”, sulla – ma sarebbe meglio dire “contro”- la scuola, la previdenza, il lavoro, il pubblico impiego, con annesse e connesse campagne mediatiche, volte a giustificare tutto con l’emergenza economica permanente (che esiste, ma è di altra natura), e a creare nell’opinione pubblica la livorosa percezione che esistano lavoratori eccessivamente tutelati, a fronte di tanti altri per nulla tutelati, come se questi ultimi fossero tali per predisposizione genetica, per un disegno del fato, o inettitudine, e non il frutto amaro di leggi ad hoc. Talvolta si giunge ad invocare un’uguaglianza al ribasso, verso la precarietà totale, mentre d’altro canto si salvano le banche con i soldi pubblici. E’ la realizzazione del sogno dei c.d “mercati”, queste entità pseudometafisiche decisamente invasive. Ai lavoratori, specie ai precari sine die, non è permesso- in fin dei conti- avere nè un presente nè un futuro. E, come sempre, l’insicurezza economica, la mancanza di prospettive, l’antipolitica, aumentano i rischi di nazionalismi, razzismi, derive autoritarie, muri e guerre. Aumentano il rischio dell’ascesa di leader, più o meno carismatici, che promettono riscatto ai meno abbienti e alle classi medie, un perfetto brodo di coltura per i fascismi. Sui valori non negoziabili, oggi spesso definiti sprezzantemente “ideologie”, l’ANPI sarà sempre in prima linea, e lotterà contro il progetto di restringere gli spazi democratici, perchè questo è, in ultima analisi, l’attacco ai diritti dei lavoratori e dei cittadini. Lo dobbiamo a noi stessi e a tutti quelli che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e il sogno di una società migliore.

Carla Cossu

27 Gennaio 2017: Pina Brizzi, Staffetta Partigiana e Consigliere Comunale a Oristano nel 1958

22 gennaio 2017 di anpioristano Nessun commento »

LOCANDINA 27 GENNAIO

locandina 27 gennaio bis

LA COSTITUZIONE HA VINTO ED E’ SALVA!!

5 dicembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

Carissimi, sono orgogliosa di rappresentare l’ANPI nella Regione, Provincia e Città con la PIU’ ALTA PERCENTUALE  ASSOLUTA DI NO!  Anche se faticosa, è stata un’esperienza esaltante. Non ho mai dubitato della vittoria del NO, anche se magari non la immaginavo di  tali proporzioni qui da noi. Un abbraccio …..ricostituito.

CARLA COSSU

Celebriamo questo risultato con le parole del nostro valoroso Presidente:

Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini. Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità. Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l’informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo. Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato. Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza. La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini. Questa è una vittoria anche dell’ANPI, ma soprattutto della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione.
Mi auguro, inoltre, che si realizzi finalmente quella rigenerazione della politica, in senso politico ed etico, che è un’esigenza imprescindibile e indifferibile, per il rilancio del Paese e delle sue istituzioni, sulla base di un consenso diffuso e consapevole. Sarà un nuovo “patriottismo costituzionale“ di cui l’ANPI si farà promotrice e garante, a determinare le condizioni per il consolidamento e lo sviluppo del nostro sistema democratico.

Carlo Smuraglia

NO: CENTO, MILLE, UN MILIONE DI VOLTE NO

3 dicembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

Smuraglia agli indecisi: “Se vincerà il Sì sarà un disastro per l’intero sistema istituzionale, con lo stravolgimento della volontà dei Costituenti”

Riforme, Smuraglia (Anpi): “Per il No lo stesso impegno di 70 anni fa per la Liberazione”

27 novembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

Per vedere il video:

www.ilfattoquotidiano.it

Si è tenuto al Cinema Odeon di Firenze Quelli che amaNO la Costituzione. L’iniziativa è organizzata da Libertà e Giustizia ed è l’evento conclusivo della campagna referendaria dell’associazione che da anni si batte a difesa della Carta e dell’applicazione dei suoi principi. Tra i tanti ospiti Gustavo Zagrebelsky, Roberto Zaccaria, Lorenza Carlassare, Ugo De Siervo e tanti altri. Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, ha legato questa battaglia alla sua scelta partigiana del 1943: “Non potevo non profondere lo stesso impegno messo 70 anni fa e più”. Ha parlato anche lo storico Paul Ginsborg: “Quelle di Renzi sono riforme fasulle”. E poi l’attore Ivano Marescotti: “Con il capo noi abbiamo già dato, e di uomini solo al comando che ci piacciono ce n’era solo uno: e si chiamava Fausto Coppi”.

oggi, 20 Novembre, Smuraglia a Cagliari

20 novembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

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Oggi, 20 Novembre, Smuraglia a Cagliari

20 novembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

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Oggi, 20 Novembre, a Cagliari con Carlo Smuraglia

20 novembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

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SMURAGLIA A CAGLIARI

16 novembre 2016 di anpioristano Nessun commento »

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