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MERCOLEDI’ 24 MAGGIO, ORE 17,30, AL CENTRO SERVIZI CULTURALI, LA PRIMA DELLE LETTURE DELLA COSTITUZIONE. QUI SOTTO LA LOCANDINA

16 maggio 2017

LettCostituzionLoc

L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, la Rete MMT e il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano

vi invitano a partecipare all’iniziativa

 

LETTURE DELLA COSTITUZIONE

L’ECONOMIA COSTITUZIONALE
Stato, lavoro, impresa e risparmio nella Costituzione Italiana

Relatori:
Andrea Pubusa – Università degli Studi di Cagliari
Daniele Basciu – Rete MMT, CagliariPresenta Marcello Marras – direttore Centro Servizi CulturaliIntroduce e coordina Carla Cossu – presidente ANPI Provinciale OristanoInterviene Roberta Manca – Segretaria CGIL Oristano

Mercoledì 24 maggio 2017 ore 17,30
Sala Centro Servizi Culturali UNLA via Carpaccio 9 – Oristano

 

 

CARISSIMI, NELLA BARRA IN ALTO, L’ATLANTE DEI PARTIGIANI DELLA PROVINCIA DI ORISTANO

20 aprile 2017

Ecco il  NUOVO ELENCO alfabetico, aggiornato e numerato, dei Partigiani della provincia di Oristano. All’interno dell’Atlante trovate le schede biografiche essenziali di ciascuno di essi. Ringraziamo il Sig. Giovanni Fenu per la sua preziosa collaborazione. L’elenco verrà tempestivamente aggiornato non appena altri nominativi saranno verificati e riscontrati nelle banche dati e negli archivi. Per facilitare la consultazione dell’Atlante online, i nominativi non compresi nella versione cartacea (che ne riportava 108) sono in rosso.

Elenco in costante aggiornamento con nuovi nomi, date e luoghi di nascita. Ultimo aggiornamento 23/06/17

  1. ACCA ANTONIO, BOSA, 1914
  2. AMENO GIULIO, SANTU LUSSURGIU, 1926
  3. ANGOTZI COSTANTINO, CUGLIERI, 1909
  4. ARCAI CHIRRA ANTONIO, MONTRESTA, 1918
  5. ARDU REDUINO, URAS, 1923
  6. ARDU VINCENZO, BUSACHI, 1883
  7. ARESU GIUSEPPE, SENIS, 1915
  8. ATTENE GIUSEPPE,CUGLIERI,  1920
  9. ATZEI RENZO, GONNOSTRAMATZA, 1904
  10. BROCCIA MARIO, MOGORO, 1919
  11. BUSONERA FLAVIO, ORISTANO, 1894
  12. CADDEO GIORGIO, MOGORO, 1908
  13. CANIBUS GIACOMO, ORISTANO, 1909
  14. CANSELLA GIOVANNI, CUGLIERI, 1910
  15. CARBONI PIETRO, PAULILATINO, 1914
  16. CARICCIA SALVATORE, SOLARUSSA, 1920
  17. CARTA MARIO, ABBASANTA, 1919
  18. CASANOVA ANTONIO, BOSA,1910
  19. CASTI EUGENIO, SENIS, 1891
  20. CASU PIETRO, ORISTANO, 1903
  21. CASULA QUIRICO, NORBELLO,1908
  22. CAU AURELIO, GONNOSNO’, 1890
  23. CAULI GIUSEPPE, PAU, 1920
  24. COCCO PASQUALE, SEDILO, 1921
  25. COGHE CLEMENTE, NORBELLO, 1918
  26. CONTU TERENZIO, USELLUS, 1923
  27. CORDELLA GIOVANNI, PAULILATINO, 1913
  28. COROS COSTANTINO, SUNI, 1906
  29. COROS GIACOMO, SUNI, 1921
  30. CORRIAS ANTONINO, ORISTANO, 1917
  31. COSSU ALDO, ALLAI, 1920
  32. COSSU FRANCESCO, ABBASANTA,1919
  33. COSSU ONOFRIO, USELLUS, 1923
  34. DE MARTIS FRANCESCO, SAGAMA, 1905
  35. DEIANA GIUSEPPE, RUINAS, 1899
  36. DERIU DIEGO, SUNI, 1921
  37. DESSI GIOVANNA, FORDONGIANUS
  38. DESSI’ GIOVANNI, RIOLA SARDO, 1921
  39. DETTORI MARCO, SAGAMA, 1918
  40. FADDA FRANCESCO, BUSACHI, 1917
  41. FAIS GIOVANNI, BONARCADO
  42. FANCELLO FRANCESCO, ORISTANO, 1884
  43. FARA GIOVANNI, NARBOLIA, 1897
  44. FENU CAMILLO, SAN VERO MILIS, 1902
  45. FENU SEBASTIANO, SAN VERO MILIS, 1896
  46. FEURRA ANTONIO, SENEGHE, 1898
  47. FIRINU GIOVANNI, SANTU LUSSURGIU, 1925
  48. FLORIS ANGELINO, PAU, 1923
  49. FODDIS SALVATORE, SAMUGHEO
  50. FRAU ANTONIO, RUINAS, 1920
  51. FRESI SEBASTIANO, MONTRESTA, 1924
  52. FRONGIA FRANCESCO, ORISTANO
  53. GALLISTRU ALFREDO, RUINAS, 1922
  54. GESSA ANTONIO, LACONI, 1892
  55. IBBA DOMENICO, ABBASANTA, 1911
  56. IBBA EFISIO, SORRADILE, 1899
  57. LAI FRANCESCO ANTONIO, ARDAULI,1904
  58. LEDDA ALFONSO,BOSA, 1924
  59. LEDDA DANIELE, BONARCADO, 1924
  60. LICHERI FRANCESCO, ABBASANTA, 1901
  61. LOCCI SALVATORE, RIOLA SARDO
  62. LOI EFISIO, FORDONGINAUS, 1892
  63. LORU PIETRO, BOSA, 1919
  64. LUTZU SEVERINO, SEDILO, 1908
  65. MADAU PIETRINO, TRESNURAGHES, 1907
  66. MANCA ANTIOCO, SORRADILE, 1921
  67. MANCA ETTORE, ORISTANO, 1920
  68. MANCA GESUINO, TERRALBA, 1917
  69. MANCA GIULIO, TRAMATZA, 1911
  70. MANCA MARIO, NEONELI, 1919
  71. MANCONI LUIGI, ABBASANTA,1908
  72. MANIS GIUSEPPE, ORISTANO, 1922
  73. MARINI GIUSEPPE, TRESNURAGHES, 1920
  74. MEDAS GIUSEPPE, NARBOLIA, 1908
  75. MEDDE ANGELINO, NORBELLO, 1921
  76. MELIS IGNAZIO, LACONI, 1915
  77. MURA LUIGI, SIAMAGGIORE
  78. MURA LUIGI, SOLARUSSA, 1918
  79. MURGIA FRANCESCO, SANTU LUSSURGIU, 1919
  80. MURU ANTONIO, SOLARUSSA
  81. MUSIU GIUSEPPE, CABRAS, 1920
  82. OBBILI GIULIANO, ASSOLO, 1918
  83. OBINU CARLO, PAULILATINO, 1910
  84. OLIA MARIO, SOLARUSSA, 1919
  85. ONIDA ANTONIO, GHILARZA, 1918
  86. ORRU’ COSIMO, SAN VERO MILIS, 1910
  87. PALA ANTONIO DIEGO, SANTU LUSSURGIU
  88. PALA OVIDIO, SANU LUSSURGIU
  89. PASSERO’ ANTONIO, MONTRESTA, 1916
  90. PASSONE ALFONSO, BOSA, 1919
  91. PERRIA ANGELO, MASULLAS, 1921
  92. PILI SALVATORE, MARRUBIU, 1918
  93. PINNA ANTONIO, SCANO DI MONTIFERRO, 1921
  94. PINNA SALVATORE, ARDAULI, 1917
  95. PINTORE FRANCESCO, NUGHEDU SANTA VITTORIA, 1914
  96. PIRAS GIUSEPPE, SANTU LUSSURGIU, 1921
  97. PIRRI MASSIMINO, GONNOSTRAMATZA, 1909
  98. PISCHEDDA ANDREA, ULA TIRSO, 1918
  99. PISCHEDDA LORENZO, GONNOSNO’, 1904
  100. PODDA GIUSEPPE, MOGORO
  101. PODDIGHE (PODDDIGLE) GIOVANNI, SCANO DI MONTIFERRO, 1920
  102. POGGI ANGELO, SUNI, 1921
  103. PORCHEDDU DARIO, CABRAS, 1922
  104. PORCU PALMERIO, GHILARZA, 1909
  105. PRINTZIS VIRGILIO, SAN NICOLO’ D’ARCIDANO, 1919
  106. PUDDU DIEGO, SANTU LUSSURGIU, 1920
  107. PUTZOLU (PULZUL) ANTONIO, GHILARZA, 1918
  108. PUTZOLU GIOVANNI, ARDAULI
  109. SALARIS BERNARDINO, SIAMANNA, 1920
  110. SANNA ANTONIO, ORISTANO, 1879
  111. SANNA CARLO, ABBASANTA, 1897
  112. SANNA GIOVANNI, SAMUGHEO, 1917
  113. SANNA GIUSEPPE, ORISTANO, 1908
  114. SARDU ANGELINO, MONTRESTA, 1920
  115. SCALAS GIOVANNI, SANTA GIUSTA, 1923
  116. SCANU PIETRO, URAS, 1920
  117. SECCHI GIOVANNI, MOGORO, 1902
  118. SECCHI GIUSEPPE, MODOLO, 1905
  119. SEDDA LUIGINO, ASSOLO
  120. SERMENGHI CESARE, TERRALBA, 1918
  121. SERRA DOMENICO, ABBASANTA, 1920
  122. SIAS SALVATORE, RIOLA SARDO, 1902
  123. SIAS SALVATORE, SANTU LUSSURGIU, 1922
  124. SIMULA ANGELO, CUGLIERI
  125. SONIS GESUINO (SONYS GUNUINO), URAS, 1923
  126. SOTGIA LELIO, BOSA, 1925
  127. SPIGA FRANCESCANGELO, NUGHEDU SANTA VITTORIA
  128. TATTI EUGENIO, RUINAS, 1919
  129. TUMBARINU (TAMBURINI) ANTONIO, MAGOMADAS, 1920
  130. UNALI ANGELO, TRESNURAGHES, 1904
  131. URRACI FERMELIO, ALES, 1917
  132. VACCA COSIMO, ABBASANTA, 1923
  133. VACCA PIETRINO, SIMALA, 1899
  134. ZANDA GIOVANNI, BONARCADO,1923
  135. ZOCCHEDDU GIOVANNI, CABRAS
  136. ZUCCA ANTONIO, NEONELI, 1920
  137. ZUCCA GIOVANNINO, CABRAS, 1926
  138. ZUDDAS SALVATORE, NURAXINIEDDU, 1920

NOTA INTRODUTTIVA

L’idea di questo Atlante, frutto di un’accurata ricerca storiografica, è nata dalla lettura di alcuni articoli pubblicati dal prof. Aldo Borghesi, Direttore dell’Istituto per la Storia dell’Antifascismo e dell’Età Contemporanea nella Sardegna centrale (ISTASAC), da anni impegnato, con gli Istituti Storici per la Storia della Resistenza e dell’ Antifascismo, nella ricerca e nella ricostruzione del contributo che moltissimi Sardi hanno dato alla lotta di liberazione dal nazifascismo. Dunque uno studio totalmente coerente con una delle finalità primarie dell’Associazione Nazionale Partigiani D’Italia, quella di mantenere il ricordo, e talvolta salvare dall’oblio, coloro che con il proprio sacrificio, anche estremo, hanno contribuito alla libertà, all’affermarsi della democrazia, della Repubblica, della Costituzione.
E’ un lavoro appassionante ma difficile, viste – da un lato – la vastità delle fonti, ossia le banche dati e gli archivi locali e nazionali e, dall’altro, la frammentarietà di esse per quanto riguarda i nostri conterranei. Tale frammentarietà e incompletezza sono d’altro canto ascrivibili anche al fatto che i Sardi hanno partecipato alla Resistenza non solo in tutte le regioni d’Italia dove essa ha avuto luogo, nelle Formazioni di GL (Giustizia e Libertà), Matteotti, Autonome, Brigate Garibaldi, ma anche in Francia, Juogoslavia, Grecia, sia in formazioni italiane, come Garibaldi Gramsci e Italia nelle zone Balcaniche, che in formazioni straniere, quali Elas in Grecia ed EPLJ in Jugoslavia. Uno degli articoli del prof. Borghesi, pubblicato nel 2013, titolava “I Partigiani dell’Oristanese, una storia quasi sconosciuta“. A questo oblio, a questa ingiustizia, noi intendiamo almeno in parte porre rimedio, con l’ Atlante e con la mappa multimediale interattiva, consultabile sul sito Anpi Oristano e su quello Nazionale.
L’elenco che abbiamo fornito, con 108 Partigiani provenienti da 50 paesi, è lungi dall’essere completo, e talvolta ci siamo visti costretti ad omettere alcuni nomi, che compariranno invece nel volume stampato di prossima pubblicazione, in quanto i criteri ai quali ci siamo attenuti per redigerlo sono molto rigidi. L’Atlante costituisce il primo passo di un progetto ambizioso e a lungo termine, ossia la creazione di un repertorio completo dei Partigiani Sardi perchè, come amiamo dire noi dell’ANPI, “la memoria batte nel cuore del futuro“, ed è quanto meno doveroso diffondere, coltivare e trasmettere alle nuove generazioni il ricordo di coloro che hanno lottato e combattuto per la libertà di tutti. Ringraziamo dunque il prof. Borghesi e l’ISTASAC, senza i quali questo progetto non avrebbe mai visto la luce, il Comune di Oristano, il Sindaco Guido Tendas e la sua Giunta, che hanno sempre mostrato grande sensibilità ai temi della Resistenza e promosso le celebrazioni del 25 Aprile, così come la CGIL Oristano e in particolare la Segretaria Provinciale Roberta Manca.
CARLA COSSU FESTA DELLA LIBERAZIONE 2017

“BASTA CON QUESTO GIOCO ALLA GUERRA”: appello congiunto ANPI, ARCI, CGIL, CISL, UIL, ACLI

15 aprile 2017

Il testo dell’appello firmato da Smuraglia, Chiavacci, Camusso, Furlan, Barbagallo, Rossini. Aderiscono Don Luigi Ciotti, Alessandro Pace, Sandra Bonsanti, l’ARS (Associazione per il rinnovamento della sinistra), Articolo 1 – Mdp, Legambiente, Rete della Conoscenza, Greenpeace Italia

 Questo è un appello urgente per la pace. Un appello alla civiltà suprema del dialogo, della sua umanità, della sua intelligenza. Leggiamo e apprendiamo di bombe, di grandi eventi nucleari, di raid preventivi. Un irresponsabile e impressionante gioco alla guerra che deve essere subito fermato. Chiediamo con forza alle Istituzioni internazionali, ai Governi del mondo che si metta a tacere l’assurdo di queste intenzioni che porterebbero a effetti disastrosi e di morte già tragicamente vissuti. Facciamo appello alle cittadine e ai cittadini affinché si mobilitino  per diffondere il piu’ possibile voci e iniziative di pace, anche in nome della nostra Costituzione che sempre ci ricorda che “l’Italia ripudia la guerra”.

 

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI

Francesca Chiavacci – Presidente Nazionale ARCI

Susanna Camusso – Segretario generale CGIL

Annamaria Furlan – Segretario generale CISL

Carmelo Barbagallo – Segretario generale UIL

Roberto Rossini – Presidente Nazionale ACLI

 

Roma, 15 aprile 2017

 

Iniziative per il 25 Aprile 2017 a Oristano: in primo piano l’Atlante dei Partigiani della Provincia

14 aprile 2017

Carissimi, ecco  il programma 2017 ANPI- Comune di Oristano- CGIL   per le Celebrazioni della Resistenza :

  • 21 Aprile, ore 17,30 Sala Centro Servizi Culturali presentazione del libro del nostro Socio Gianpiero Enna:

Un’eredità da riconquistare
Storia di Flavio Busonera, medico oristanese, antifascista, partigiano,martire della Resistenza

Introduzione  del giornalista Beppe Meloni
Presentazione del libro e dialogo con l’Autore a cura di  Silvana Cintorino
Letture a cura di Paola Aracu
Conclusioni della Presidente Provinciale dell’ANPI Carla Cossu
Coordina il direttore del Centro Marcello Marras  

 

  • 24 Aprile, ore 20,30 Rassegna Letteraria “Significante”

Associazione culturale TRA PAROLE E MUSICA e CORO SOS TENORES DI NEONELI :

– letture dai  QUADERNI DAL CARCERE , di A. Gramsci (1891-1937) nell’Ottantesimo della sua morte;

– premiazione vincitori concorso Borse di Studio Flavio Busonera, bandito dall’ANPI Oristano.

  • 25 Aprile, ore 18,00 : SALA CONSILIARE DEL COMUNE, celebrazioni ufficiali:

– Saluti del Sindaco Guido Tendas, degli assessori Maria Obinu ed Emilio Naitza e della Segretaria Provinciale della     CGIL Roberta Manca

-Carla Cossu  (presidente ANPI) e  Aldo Borghesi (direttore Istasac Nuoro)  presentano “ATLANTE DEI PARTIGIANI DELLA PROVINCIA DI ORISTANO”, in versione cartacea e multimediale, frutto di un’attenta ricerca storiografica. Sarà distribuito ai presenti un pieghevole contenente i dati biografici essenziali dei Partigiani della nostra Provincia

-Concerto della A.P. Clarinet Band, del Maestro Antonio Puglia.

Nell’ambito delle celebrazioni per il 70° della promulgazione della Costituzione e della sua entrata in vigore, l’ANPI ha previsto una serie di letture pubbliche dei suoi Articoli, con l’intervento di esperti. Il primo di tali incontri avrà luogo il 17 Maggio, con la partecipazione del Prof. Andrea Pubusa dell’Università di Cagliari e di un esperto in questioni di economia costituzionale.

Allego la bozza del manifesto e invito tutti a partecipare.

Colgo l’occasione per augurare Buona Pasqua e Buon 25 Aprile

 

ANPI e COMUNE ancora un volta insieme per il 25 Aprile

6 aprile 2017

Carissimi, martedì 4 c.m. si è tenuta, nella Sala Giunta del Comune, una conferenza stampa congiunta ANPI, COMUNE, ISTASAC Nuoro, alla quale hanno partecipato, oltre a me, gli Assessori Maria Obinu ed Emilio Naitza, e il Prof. Aldo Borghesi, direttore dell’ISTASAC di Nuoro. Nel corso della conferenza è stato presentato il programma per le celebrazioni del 25 Aprile, al quale gli  organi di stampa hanno dato ampio risalto. I tg di NOVA TV hanno mandato in onda una lunga intervista alla sottoscritta. Sul sito del Comune è inoltre disponibile l’intera conferenza stampa, al seguente link:

http://www.comune.oristano.it/it/il-comune-informa/notizie/notizia/25-aprile-A-Oristano-un-concorso-per-le-scuole-un-atlante-dei-partigiani-e-una-conferenza-su-Gramsci/#prettyPhoto

Carla Cossu

QUANDO UN PROGRAMMA TELEVISIVO DIVENTA UNA VERGOGNA

23 marzo 2017

Carissimi, recentemente un programma televisivo è stato chiuso da un giorno all’altro per i suoi contenuti sessisti, maschilisti e decisamente anacronistici. Che dire, allora, di quello che è accaduto durante una puntata di OTTO E MEZZO su La7? Ecco la lettera che, seguendo l’invito del nostro coordinatore regionale Marco Sini, ho inviato alla nota giornalista.

Gentile signora Gruber,

Nella fase finale della trasmissione Otto e mezzo del 20 marzo su tutt’altro argomento, il signor Paolo Pansa, ospite in studio, dopo essersi ripetutamente esibito in forme di turpiloquio rivolto a destra e a manca (“fessi”, “stupidi”, “non me ne importa un cazzo”), ha testualmente affermato: “Dopo aver pubblicato ‘Il sangue dei vinti’ (…) sono stato per quattro anni bombardato da questa sinistra cogliona (sic!). Non si può parlar male dei partigiani anche se hanno stuprato mettendo le bombe a mano nelle vagine delle ausiliarie fasciste”.

È evidente la gravità assoluta di questa affermazione, che delegittima i partigiani dipingendo l’intera Resistenza come un movimento di massacratori ispirati ad un sanguinario e gratuito sadismo. Nulla di strano sulla bocca di Pansa, che non interessa contestare, perché parlano molto di più: l’Atlante delle stragi naziste e fasciste

(http://www.straginazifasciste.it/?page_id=281)

e gli innumerevoli, e non ancora del tutto censiti, episodi di vero e proprio eroismo di persone comuni che hanno partecipato alla Resistenza in armi o meno, e – fra questi – le vicende di decine di migliaia di militari italiani che scelsero, dopo l’8 settembre, di combattere per la liberazione del Paese, molte volte a prezzo della vita, come per esempio a Cefalonia.

Interessa invece prendere atto che tale delegittimazione è avvenuta senza alcun contraddittorio in una trasmissione che si definisce “di approfondimento quotidiano” e senza che Lei, che conduce la trasmissione, abbia letteralmente aperto bocca. Lo stesso vale per Matteo Ricci, sindaco di Pesaro che, presumibilmente, risponderà del suo comportamento agli elettori. Ma meraviglia in particolare il Suo silenzio, considerando che la nostra Repubblica, come Lei insegna, è nata da quella lotta di Resistenza e che quei partigiani sono stati ricevuti a Montecitorio il 16 aprile 2015 dalle massime autorità dello Stato.

In tale circostanza la Presidente della Camera, rivolta ai partigiani seduti sui banchi dei parlamentari, affermò: «Oggi, voi partigiani, siete qui non come ospiti ma come padroni di casa».

Per queste ragioni è inaccettabile che in una trasmissione televisiva peraltro così ascoltata si lasci passare un messaggio la cui sostanza è che i carnefici diventano le vittime e le vittime diventano i carnefici.

Mi auguro che Lei, gentile signora Gruber, abbia la coerenza di smentire quelle sciagurate parole pronunciate dal signor Pansa per rispetto della verità storica, della natura della Repubblica italiana, del sacrificio di decine di migliaia di partigiani, ed anche – se permette – di tutti i telespettatori.

 

Distinti Saluti

Carla Cossu

ORISTANO

 

23.03.2017

 

L’ANPI invitata all’Assemblea Regionale della CGIL: il testo dell’intervento del Presidente Provinciale

14 febbraio 2017

Ringrazio la CGIL e il Segretario Provinciale Dott.ssa Roberta Manca, per avermi invitata. Ho accolto l’invito di buon grado perchè qui, oggi, si parla di DIRITTI. E poichè l’ANPI ha come fine primario non solo la memoria della Resistenza e della lotta al nazifascismo, ma anche la difesa della Costituzione, che è nata da esse,  ha non solo titolo, ma direi l’obbligo, di difendere il lavoro quale diritto fondamentale. Proprio sulla trincea dei diritti dei cittadini e dei lavoratori CGIL e ANPI hanno spesso combattuto insieme, come nella grande battaglia per il NO al referendum costituzionale, contro il tentativo di svuotare il dettato della Carta attraverso sedicenti “riforme” atte a “svecchiarla”. Come sapete, fin dal 1° Articolo, la Costituzione italiana identifica il lavoro come essenza della Repubblica Democratica. Senza il lavoro, senza lo strumento per provvedere al proprio sostentamento, non solo non si può “concorrere al progresso spirituale o materiale della società”, come recita l’Art. 4, ma non c’è dignità, nè come persona nè come cittadino. Non sta a me entrare nello specifico dei nuovi quesiti referendari sui voucher e sugli appalti, ma dico che mi sarebbe piaciuto se fossero sati ammessi anche quelli sull’Art. 18 e sulla Buona Scuola. Ricordo che la parola “lavoro” ricorre ben 19  volte ne testo della Carta, e un’altra decina di volte (9 per l’esattezza) le parole “lavoratore/i, lavoratrice”. E invece, non c’è dubbio che oggi, a parte i davvero preoccupanti livelli di disoccupazione, specie giovanile, molti dei diritti e delle tutele conquistate con decenni – quando non secoli – di lotte durissime, siano sotto attacco, cancellati o fortemente ridimensionati dall’iperliberismo trionfante, espressione dello smisurato potere economico di pochi. Sta insomma diventando drammaticamente normale confondere diritti e privilegi, flessibilità e precarietà, verticismo autoritario e organizzazione del lavoro, scelte politiche e convenienze dei potentati economici e finanziari. Gli stati, i governi, sembrano aver smarrito la funzione di indirizzo sociale dell’economia, di composizione di interessi contrapposti, e sembrano essere diventati parte attiva di una strana lotta di classe rovesciata, il cui obiettivo è quello di scardinare proprio i diritti previsti dalle Costituzioni democratiche, entrambi considerati residuai, relitti del secolo scorso, che non ci si può più permettere di applicare. E, insieme, opera la delegittimazione di coloro che quei diritti rappresentano e tutelano. Ed ecco quindi una grandinata di leggi e provvedimenti, pomposamente definiti “riforme”, sulla – ma sarebbe meglio dire “contro”- la scuola, la previdenza, il lavoro, il pubblico impiego, con annesse e connesse campagne mediatiche, volte a giustificare tutto con l’emergenza economica permanente (che esiste, ma è di altra natura), e a creare nell’opinione pubblica la livorosa percezione che esistano lavoratori eccessivamente tutelati, a fronte di tanti altri per nulla tutelati, come se questi ultimi fossero tali per predisposizione genetica, per un disegno del fato, o inettitudine, e non il frutto amaro di leggi ad hoc. Talvolta si giunge ad invocare un’uguaglianza al ribasso, verso la precarietà totale, mentre d’altro canto si salvano le banche con i soldi pubblici. E’ la realizzazione del sogno dei c.d “mercati”, queste entità pseudometafisiche decisamente invasive. Ai lavoratori, specie ai precari sine die, non è permesso- in fin dei conti- avere nè un presente nè un futuro. E, come sempre, l’insicurezza economica, la mancanza di prospettive, l’antipolitica, aumentano i rischi di nazionalismi, razzismi, derive autoritarie, muri e guerre. Aumentano il rischio dell’ascesa di leader, più o meno carismatici, che promettono riscatto ai meno abbienti e alle classi medie, un perfetto brodo di coltura per i fascismi. Sui valori non negoziabili, oggi spesso definiti sprezzantemente “ideologie”, l’ANPI sarà sempre in prima linea, e lotterà contro il progetto di restringere gli spazi democratici, perchè questo è, in ultima analisi, l’attacco ai diritti dei lavoratori e dei cittadini. Lo dobbiamo a noi stessi e a tutti quelli che hanno sacrificato la propria vita per la libertà e il sogno di una società migliore.

Carla Cossu

27 Gennaio 2017: Pina Brizzi, Staffetta Partigiana e Consigliere Comunale a Oristano nel 1958

22 gennaio 2017

LOCANDINA 27 GENNAIO

locandina 27 gennaio bis

LA COSTITUZIONE HA VINTO ED E’ SALVA!!

5 dicembre 2016

Carissimi, sono orgogliosa di rappresentare l’ANPI nella Regione, Provincia e Città con la PIU’ ALTA PERCENTUALE  ASSOLUTA DI NO!  Anche se faticosa, è stata un’esperienza esaltante. Non ho mai dubitato della vittoria del NO, anche se magari non la immaginavo di  tali proporzioni qui da noi. Un abbraccio …..ricostituito.

CARLA COSSU

Celebriamo questo risultato con le parole del nostro valoroso Presidente:

Ancora una volta ha vinto la Costituzione, contro l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini. Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità. Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l’informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo. Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato. Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza. La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini. Questa è una vittoria anche dell’ANPI, ma soprattutto della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione.
Mi auguro, inoltre, che si realizzi finalmente quella rigenerazione della politica, in senso politico ed etico, che è un’esigenza imprescindibile e indifferibile, per il rilancio del Paese e delle sue istituzioni, sulla base di un consenso diffuso e consapevole. Sarà un nuovo “patriottismo costituzionale“ di cui l’ANPI si farà promotrice e garante, a determinare le condizioni per il consolidamento e lo sviluppo del nostro sistema democratico.

Carlo Smuraglia

NO: CENTO, MILLE, UN MILIONE DI VOLTE NO

3 dicembre 2016

Smuraglia agli indecisi: “Se vincerà il Sì sarà un disastro per l’intero sistema istituzionale, con lo stravolgimento della volontà dei Costituenti”

Riforme, Smuraglia (Anpi): “Per il No lo stesso impegno di 70 anni fa per la Liberazione”

27 novembre 2016

Per vedere il video:

www.ilfattoquotidiano.it

Si è tenuto al Cinema Odeon di Firenze Quelli che amaNO la Costituzione. L’iniziativa è organizzata da Libertà e Giustizia ed è l’evento conclusivo della campagna referendaria dell’associazione che da anni si batte a difesa della Carta e dell’applicazione dei suoi principi. Tra i tanti ospiti Gustavo Zagrebelsky, Roberto Zaccaria, Lorenza Carlassare, Ugo De Siervo e tanti altri. Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi, ha legato questa battaglia alla sua scelta partigiana del 1943: “Non potevo non profondere lo stesso impegno messo 70 anni fa e più”. Ha parlato anche lo storico Paul Ginsborg: “Quelle di Renzi sono riforme fasulle”. E poi l’attore Ivano Marescotti: “Con il capo noi abbiamo già dato, e di uomini solo al comando che ci piacciono ce n’era solo uno: e si chiamava Fausto Coppi”.

oggi, 20 Novembre, Smuraglia a Cagliari

20 novembre 2016

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Oggi, 20 Novembre, Smuraglia a Cagliari

20 novembre 2016

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Oggi, 20 Novembre, a Cagliari con Carlo Smuraglia

20 novembre 2016

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SMURAGLIA A CAGLIARI

16 novembre 2016

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COMUNICAZIONI DEL COMITATO NAZIONALE

16 novembre 2016

Carissime e carissimi,

 

nel ricordarvi l’appuntamento di oggi alle 18.25 su Rai 3 – confronto Carlo Smuraglia/Anna Finocchiaro – vi informo che il video appello del nostro Presidente che abbiamo pubblicato su www.anpi.it e sulla nostra pagina Fb nazionale (e che al solito vi preghiamo di diffondere https://vimeo.com/191446523 )  andrà in onda giovedì 24 e lunedì 28 novembre alle ore 10.55 su Rai 3.

 

Rispetto alle tribune elettorali, ieri per l’ANPI è intervenuto il Direttore di www.patriaindipendente.itGianfranco Pagliarulo  (la puntata si può rivedere su  http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-47f569b3-c5ba-482b-a5f6-60619f0ea055.html ). Lunedì 28 novembre alle ore 14 su Rai 1 sarà presente il nostro Presidente.

 

24 E 25 NOVEMBRE STAFFETTA REFERENDARIA

11 novembre 2016

La staffetta in streaming è spostata ai giorni 24 e 25 novembre. Una scelta motivata dall’intento di costruire due importanti giornate che culmineranno con la manifestazione nazionale al Teatro Brancaccio di venerdì 25 novembre.

Terremoto: rinviata la staffetta

2 novembre 2016

RINVIATA AL 19 E 20 NOVEMBRE LA “STAFFETTA DI 24 ORE” DELL’ANPI PER RISPETTO E SOLIDARIETA’ NEI CONFRONTI DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAL TERREMOTO

In ricordo di TINA ANSELMI

1 novembre 2016

Carlo Smuraglia stamattina su Tina Anselmi

Il presidente dell’Anpi ricorda la democristiana amata dalla sinistra: “Era spinta dal suo desiderio di vita, dalla volontà di rendere il mondo
BOLOGNA.REPUBBLICA.IT

Tina, donna della Repubblica.
Ciao.

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ORISTANO PER IL NO AL REFERENDUM SULLE RIFORME COSTITUZIONALI

24 ottobre 2016

 CONFERENZA – DIBATTITO

ORISTANO, VENERDI’ 28 OTTOBRE, ORE 18.00

SALA MARIANO IV PALACE HOTEL, Piazza Mariano

Interverranno:

Riccardo De Vito, Magistrato                       

Carla Cossu, Presidente ANPI Provincia Oristano 

                          Moderatore:   Gesuino Loi

Per vedere la locandina clicca sotto

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Il 4 e 5 novembre staffetta referendaria ANPI di 24 ore: “La sovranità appartiene al popolo”

18 ottobre 2016

Iniziativa nazionale in streaming con collegamenti da tutta Italia. Hanno aderito, tra gli altri: Alessandro Pace, Ugo De Siervo, Moni Ovadia, Monica Guerritore, Ottavia Piccolo, Francesca Chiavacci, Danilo Barbi, Maurizio Landini, Sandra Bonsanti, Silvia Truzzi, Tomaso Montanari

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10 BUONE RAGIONI PER IL NO

7 ottobre 2016

QUI SOTTO IL PIEGHEVOLE ANPI CON LE NOSTRE RAGIONI PER IL NO

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A TERRALBA, SABATO 8, LE RAGIONI DEL NO

3 ottobre 2016

IL COMITATO TERRALBESE PER IL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE TERRA’ SABATO 8 OTTOBRE 2016, ALLE ORE 18.30, NEL TEATRO CIVICO, EX CASA DEL FASCIO, UNA CONFERENZA DIBATTITO SUL NO ALLA RIFORMA COSTITUZIONALE.
INTERVERRANNO:
PROFESSOR ANDREA PUBUSA, DOCENTE UNIVERSITARIO;
PROFESSORESSA CARLA COSSU, PRESIDENTE PROVINCIALE ANPI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI ITALIANI- DI ORISTANO.
MODERATORE: GESUINO LOI PORTAVOCE DEL COMITATO TERRALBESE PER IL NO ALLA RIFORMA.
TUTTA LA CITTADINANZA E’ INVITATA A PARTECIPARE

INIZIATIVE PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

27 settembre 2016

Carissimi e carissime, continua l’impegno dell’ANPI per il No al Referendum sulle riforme che stravolgerebbero lo spirito democratico e partecipativo della nostra Costituzione:
Sabato 8 Ottobre, a Terralba, presso il Teatro Civico, conferenza e dibattito col Prof. Andrea Pubusa dell’Università di Cagliari;
venerdì 28 Ottobre, a Oristano, conferenza e dibattito col Magistrato Dottor Riccardo De Vito.
Vi aspettiamo numerosi.

Incontri per il NO

11 settembre 2016

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Il Comitato Nazionale ANPI: “Vergognosi e infondati gli attacchi alla nostra Associazione e al suo Presidente” 6 Settembre 2016

6 settembre 2016

La presa di posizione del massimo organo dirigente dell’ANPI sulla campagna contro l’Associazione portata avanti da determinati settori dell’informazione
IL COMITATO NAZIONALE DELL’ANPI SUI VERGOGNOSI E INFONDATI ATTACCHI ALL’ASSOCIAZIONE E AL SUO PRESIDENTE

Il Comitato nazionale dell’ANPI, riunito il 6 settembre, esprime forte indignazione per gli attacchi che da mesi si susseguono da parte di determinati settori dell’informazione nei confronti dell’ANPI e del suo Presidente Carlo Smuraglia.

Inquieta di questa campagna l’aggressione alle posizioni assunte dall’ANPI sulla riforma costituzionale e sulla legge elettorale, come se ci fosse precluso il diritto di intervento sulle materie in oggetto, peraltro di interesse generale e nazionale, riguardando la Carta fondamentale della Repubblica. L’impegno a difesa della Costituzione da parte dell’ANPI è una costante della sua storia e un suo dovere statutario, come dimostra, per esempio, la battaglia dell’Associazione in occasione del referendum del 2006.

Non è in discussione il diritto di critica, anche severa, della stampa; tale diritto va ovviamente difeso e salvaguardato. Ciò che respingiamo è la pratica dell’insulto, dell’offesa, in qualche caso della diffamazione e della menzogna: abbiamo letto notizie false sulla natura e la quantità delle entrate economiche dell’ANPI, clamorosi errori sul numero degli iscritti, vergognose e infondate insinuazioni sul passato del Presidente Smuraglia, inaccettabili ingiurie rivoltegli più volte.

Il Comitato nazionale dell’ANPI, riservandosi di valutare la possibilità di ricorrere ad azioni legali a tutela della dignità e dell’onore dell’Associazione e del suo Presidente, al quale esprime piena e appassionata solidarietà, denuncia questa pratica che degrada in primo luogo i suoi autori ed è prova di un giornalismo strumentale e di una cattiva politica.

Roma, 6 settembre 2016

CRESCE LA MOBILITAZIONE PER IL NO: costituito a Terralba il Comitato

12 agosto 2016

Cresce il fronte del “No” alla riforma costituzionale. Ecco il comunicato che ci hanno inviato da Terralba dove si è costituito un “Comitato per il No”. COMITATO TERRALBESE PER IL “NO” ALLE MODIFICHE DELLA COSTITUZIONE.
Il Comitato terralbese per il NO si è costituito per invitare gli elettori a votare NO alle modifiche della Costituzione volute dal governo Renzi-Boschi.
Un NO ragionato, soppesato, motivato per respingere un inganno politicoa danno dei cittadini, che si vedono privati del diritto di eleggere il Senato della Repubblica , di parte della sovranità e dei servizi legati al territorio provinciale.
Nella Repubblica Italiana c’è in atto un disegno politico per togliere ai cittadini il diritto di eleggere i propri rappresentanti , a vantaggio di una casta politica, carica di privilegi medievali, che sta distruggendo la Democrazia.
Il Comitato Terralbese invita gli elettori a riflettere sulle conseguenze legate al voto che dovrà esprimere sul quesito referendario.
La consultazione referendaria è valida qualunque sia il numero dei votanti ( non è previsto il quorum) e con il voto NO si vuole il respingimento delle modifiche.
Caro elettore
-Vuoi essere privato del diritto costituzionale di eleggere il Senato?
-Vuoi che i consiglieri regionali, sostituendosi a te, nominino il Senato?
-Vuoi che i consiglieri regionali e i sindaci, nominati senatori, godano delle immunità parlamentari?
-Vuoi che il Senato sia composto da Consiglieri Regionalie Sindaci, cumulando gli incarichi politici, benefici economici e giuridici?
-Vuoi che le leggi più importanti dello Stato siano approvate anche dal Senatonon eletto dal popolo?
-Vuoi che il Senato, non eletto ma nominato, non risponda politicamente della sua attività ai cittadini?
-Vuoi che la Sardegna, con 1.650.000 abitanti, abbia meno senatori del Trentino-Alto Adige, che ha 1.060.000 abitanti?
Se non vuoi tutto questo, vota NO al referendum sulle modifiche alla Costituzione.
NO: a un Parlamento di nominati dalla casta politica
NO: alla limitazione dei diritti politici di voto dei cittadini riconosciuti fino ad oggi dalla costituzione vigente;
NO: perché è falso che il Senato sia stato abolito; è vero invece che si vuole abolire il diritto dei cittadini ad eleggerlo;
NO: perché i Consiglieri regionali e sindaci non siano nominati anche senatori;
NO: perché le modifiche Renzi-Boschi e Verdini accentrano più potere nelle mani della casta politica;
NO: perché i cittadini sono espropriati di una parte di sovranità e del loro diritto di far valere la responsabilità politica dei loro rappresentanti;
NO: all’ingiustizia che il Trentino Alto Adige abbia quattro senatori e la Sardegna tre
NO: perché le modifiche alla Costituzione devono essere migliorative per la Democrazia e non usurpazione dei diritti politici del popolo sovrano;
NO: perché le modifiche alla Costituzione devono attribuire altri ed ulteriori diritti al Cittadino e non comprimere o togliere diritti già acquisiti;
NO: perché i diritti politici conquistati con la Costituzione sono il minimo per la Democrazia
NO:perché non è vero che la Costituzione vigente impedisca lo sviluppo economico della Repubblica;
NO:perché la Costituzione deve essere breve, chiara e comprensibile a tutti; mentre le modifiche sono lunghe, confuse, non comprensibili e fonte di conflitti.
NO: Perché non si fa risparmio di spesa pubblica togliendo diritti politici e servizi ai cittadini, ma riducendo i privilegi feudali che la casta politica si è arrogata.
VOTA “NO” E SARAI CERTO DI NON SBAGLIARE

IO VOTO NO!!!!!!! COSTITUZIONE E DEMOCRAZIA

8 agosto 2016

MANIFESTO_DEFINITIVO

Smuraglia sulle nomine Rai

5 agosto 2016

Siamo in fase di vacanze, ma non ci sfugge e non può sfuggire a nessuno la gravità di alcune cose che stanno accadendo, in vista del referendum sulla riforma del Senato.

Si è compiuta, in questi giorni, la “occupazione” della RAI da parte del Governo, già avviata con la nomina di un Amministratore delegato dotato di amplissimi poteri, ed ora con la più evidente e chiara delle tante conseguenze dell’impostazione della riforma della televisione pubblica.

Sono stati cambiati quasi tutti i direttori dei telegiornali. Colpisce soprattutto la sostituzione di Bianca Berlinguer, al Tg3 (che neppure Berlusconi aveva osato toccare, rispettando almeno un minimo di pluralismo), per di più con un personaggio che ha dimostrato le sue simpatie politiche (non è lui che si dimise da una carica in RAI per protesta contro la giusta reazione di Giannini ad un attacco piuttosto pesante del Presidente del Consiglio?).

Insomma, si vuole preparare il terreno per un tipo di informazione sui temi del referendum, che corrisponda ancora di più a quanto è già avvenuto nel primo periodo della raccolta delle firme (abbiamo già dimenticato il rapporto documentato tra le 17 ore dedicate al “SI” e il minuto dedicato al “NO”?).

Ma non basta. Leggiamo su tutta la stampa che un Ministro ha lanciato la “campagna d’estate”, impegnando i Sindaci perché si attivino nella campagna per il SI. Ci diranno che non lo ha fatto come Ministro, ma come persona; ma come si fa a distinguere, anche se ciò fosse, visto che tutti i giornali parlano dell’iniziativa del “Ministro” in questione per contattare e sollecitare i Sindaci?

E’ legittimo e politicamente corretto, tutto questo? Non dovrebbe il Governo (e non dovrebbero i Ministri) restare neutrale nella campagna referendaria? E’ vero che è lo stesso Governo che ha “creato” queste riforme e si è impegnato a fondo per farle passare, con tutti i mezzi, in Parlamento; ma la decenza imporrebbe che almeno nella campagna referendaria lasciasse decidere liberamente i cittadini, garantendo una corretta informazione, anziché cercare di influenzarli, direttamente o indirettamente, per il “SI”.

Ma i tempi sono quelli che sono; tutto questo lo abbiamo visto (e pour cause) sotto il sole di agosto, ma temo che dobbiamo aspettarci ben altro per l’ormai imminente autunno. Per parte nostra reagiremo sempre a questi tentativi di impedire la formazione di orientamenti liberi e informati; ma confidiamo che a garantire la libertà e l’indipendenza di giudizio dei cittadini intervengano anche quegli organi dello Stato cui spetta il compito, appunto, di tutelare i diritti di tutti.

Carlo Smuraglia – Presidente Nazionale ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia)

Smuraglia: “Non scoraggiamoci, prepariamo la più grande campagna referendaria che sia mai stata realizzata”

26 luglio 2016

19 Luglio 2016

Si è concluso il deposito delle firme in Cassazione. I nostri Comitati non hanno raggiunto il numero sufficiente, pur avendo compiuto uno sforzo notevole, contro tutto e tutti. Non ci scoraggiamo, siamo orgogliosi e riconoscenti del lavoro che molti e molte hanno compiuto e ci prepariamo, come ho già accennato altre volte, alla più grande campagna referendaria “dal basso” che sia stata realizzata. Dico dal basso, perché non potendo contare sui grandi organi di comunicazione e di “informazione” (!) dobbiamo usare l’antico sistema del “porta a porta”, del colloquio diretto con cittadine e cittadini; e lo faremo con coscienza, impegno e serietà. I sostenitori del SI hanno depositato le firme sostenendo di avere superato il livello previsto dalla legge. I controlli della Corte di Cassazione sono previsti proprio per verificare la regolarità delle firme ed accade spesso che molte risultino inammissibili. Staremo a vedere. In ogni caso, non cambierà nulla, perché ciò che conta sarà la campagna che andremo a fare nei prossimi mesi (non abbia paura il lettore, parlo di settembre e ottobre, non di agosto). In ogni caso, un’altra stranezza è questa incertezza sulla data del referendum. È evidente che si stanno facendo calcoli di pura convenienza; e già questo non è bello, perché la scadenza vera dovrebbe essere quella della data che consenta la maggior partecipazione.

Infine continuano i segnali dei “poteri forti”: Confindustria, Coldiretti, adesso anche quella stampa internazionale più vicina alle opinioni di chi dichiarò, tempo fa, che le Costituzioni europee erano spostate troppo “a sinistra” e dunque bisognose di modifiche (naturalmente a favore di soluzioni non democratiche). Che posso dire se non che potrebbe trattarsi di segnali che, alla fine si risolveranno positivamente, se tanti incerti e “incoscienti” si renderanno conto che la posta in gioco riguarda anche il nostro sistema democratico e perfino il quadro economico?

Una piccola postilla. A proposito del fallito golpe in Turchia, un commentatore scrive – su un quotidiano nazionale – un articolo con questo titolo “Non c’è stabilità senza democrazia”. Giustissimo. Nel caso specifico, il principio vale sia per Erdogan che per i militari. Ma più in generale, il pensiero va a quanti sostengono che bisogna votare SI perché questa riforma garantisce la “stabilità” (o la governabilità) evidentemente a qualunque costo, anche sacrificando la rappresentanza, ossia, in sostanza la democrazia. Quel titolo è dunque un ammonimento per tutti e vale anche per il referendum, spiegando ulteriormente e in poche parole, le ragioni del nostro NO.

Carlo Smuraglia

da ANPInews n.211 (19/26 luglio 2016)

http://www.anpi.it/newsletter

DOVE STA ANDANDO LA TURCHIA, DOPO LO STRANO GOLPE?

22 luglio 2016

Insegnanti sospesi, licenziati, arrestati con l’accusa di essere fiancheggiatori dei presunti golpisti in Turchia, o uccisi dalla polizia, come in Messico, perchè si opponevano a una legge che aziendalizza la scuola e di fatto spazza via l’istruzione pubblica.
Nel modello iperliberista e fascistoide che attanaglia il mondo non c’ è posto per chi forma le teste e le coscienze dei futuri cittadini in quanto soggetti liberi e portatori di diritti.
Pur tra le evidenti (per ora) differenze, si delinea il quadro planetario complessivo di riduzione degli spazi democratici e partecipativi, il dominio assoluto non già dell’economia, ma della più spregiudicata finanza.
Gli insegnanti, come i magistrati e i giornalisti, costituiscono presìdi di legalità ed esercizio critico, pertanto vanno ingabbiati in norme che ne minano seriamente la libertà intellettuale, controllati da “superiori” che esercitano un potere inusitato, indotti ad essere “collaborativi” attraverso un sistema di premi e punizioni lesivi della dignità personale e professionale.
Nell’autogolpe di Erdogan, le liste di proscrizione hanno interessato migliaia di colleghi, considerati nemici dello stato e dell’ordine autarchico; in Messico la polizia spara sui cortei formati da migliaia di colleghi, anch’essi “nemici dello stato” e dei diktat pedagogico-contrattuali del capitalismo mondiale.
A TUTTI I COLLEGHI PERSEGUITATI NEL MONDO PROPRIO PER LA LORO FUNZIONE VA IL NOSTRO ABBRACCIO!!!!
OGGI A LORO E DOMANI A NOI? NESSUNO PUO’ ESCLUDERLO, in un quadro politico globale nel quale, con l’alibi del terrorismo e dell’emergenza migranti, si vanno appunto drasticamente riducendo gli spazi democratici! La libertà e la democrazia vere sono come fiori e frutti molto delicati, che necessitano di attenzioni costanti!
Non vorremmo che anche noi dovessimo dire, un giorno, con Brecht:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
Carla Cossu, Insegnante Presidente Anpi,

In ricordo di Antonio Feurra, partigiano di Seneghe

21 luglio 2016

seneghe

ELETTO IL NUOVO COORDINATORE REGIONALE ANPI SARDEGNA

8 luglio 2016

Carissimi e carissime, ieri, 7 Luglio 2016, nel corso dell’Assemblea dei Presidenti Provinciali, è stato eletto, all’unanimità, il nuovo Coordinatore Regionale MARCO SINI, Presidente Provinciale dell’ANPI Cagliari. A lui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. Al Coordinatore dimissionario Francesco Pranteddu esprimiamo la nostra gratitudine per l’indefesso lavoro svolto in questi anni.
CARLA COSSU

Ieri, 5 giugno, su La Nuova Sardegna, articolo sulla costituzione del Comitato per il NO

6 giugno 2016

REFERENDUM
L’ASSOCIAZIONE PARTIGIANI VARA IL COMITATO PER IL NO
ORISTANO
LA POSIZIONE DELL’ASSOCIAZIONE, A LIVELLO NAZIONALE, ERA NOTA DA TEMPO ED ERA STATA ANCHE OGGETTO DI FORTI POLEMICHE IN SEGUITO ALLE DICHIARAZIONI RILASCIATE DAL MINISTRO MARIA ELENA BOSCHI.
IERI, ANCHE IL COMITATO PROVINCIALE DELL’ANPI, L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA, SI E’ COSTITUITO COME COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM SULLE RIFORME COSTITUZIONALI.
“NEI PROSSIMI GIORNI – ANNUNCIA CARLA COSSU, PRESIDENTE PROVINCIALE DELL’ANPI – SI DARA’ AVVIO ALLA RACCOLTA FIRME. TUTTI I SOCI DELL’ANPI SONO INVITATI AD ADERIRE AL COMITATO. LE RAGIONI DEL NO VERRANNO ESPLICITATE NEL CORSO DI UNA ASSEMBLEA PUBBLICA LA CUI DATA E LUOGO VERRANNO A BREVE COMUNICATI”

COMITATO PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE

4 giugno 2016

COMUNICATO STAMPA
Oggi, 3 Giugno 2016, il Comitato Provinciale dell’ANPI ( Associazione Nazionale Patigiani d’Italia) di Oristano si è costituito come Comitato per il NO al Referendum sulle Riforme Costituzionali. Nei prossimi giorni si darà avvio alla raccolta firme. Tutti i Soci dell’ANPI sono invitati ad aderire al Comitato. Le ragioni del NO verranno esplicitate nel corso di una Assemblea pubblica la cui data e luogo saranno a breve comunicati.
Carla Cossu, Presidente ANPI Provincia di Oristano
03/06/2016

2 Giugno 1946 – 2 Giugno 2016: la Repubblica Italiana compie 70 anni!

2 giugno 2016

BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA a tutti i sinceri democratici! Votiamo NO al referendum sulle riforme costituzionali

L’intervista del Presidente Smuraglia a “La Repubblica”

19 maggio 2016

Al link di seguito l’intervista rilasciata oggi a www.repubblica.it dal Presidente Smuraglia.

http://www.repubblica.it/politica/2016/05/19/news/partigiani_referendum_intervista_smuraglia-140160345/?ref=HREC1-16

Ufficio stampa ANPI Nazionale

Smuraglia: e ora torniamo al lavoro

18 maggio 2016

18 Maggio 2016

Eccoci nuovamente con la News. Avevo messo a disposizione il mio incarico di Presidente, nel momento in cui scadeva il mio mandato. Il Congresso, però, si è espresso in modo molto diverso, con una richiesta corale di continuare. Non ho potuto oppormi e il Congresso si è pronunciato, rieleggendomi Presidente con voto unanime.

Eccoci dunque a ricominciare, anzi a continuare, riprendendo il dialogo, solo temporaneamente interrotto. Parliamo anzitutto del Congresso nazionale, per dire che è andato benissimo. A tutte le sedute ha partecipato, costantemente, più del 90% dei delegati (una media di 345 presenze giornaliere, di cui il 30% donne); sono stati presenti, complessivamente, un centinaio di invitati.

La discussione si è svolta con ampiezza (94 interventi, di cui 31 di donne); tuttavia non abbiamo potuto ascoltare tutti quelli che avrebbero voluto parlare, nonostante avessimo preso ogni misura possibile per riuscirci, ma davvero, vi è stata una richiesta molto ampia di intervenire, tanto che – se avessimo potuto (superando le difficoltà economiche) – avremmo dovuto prolungare il Congresso di almeno un giorno. A prescindere dalle dolorose esclusioni, delle quali chiediamo scusa a tutti coloro che le hanno dovute subire, il dibattito c’è stato ed è stato ricchissimo. A partire dalla tavola rotonda sui “giovani”, bella e seguita con molta attenzione da parte del già vasto “pubblico” del primo giorno.

Non ho visto contrasti animati, né tantomeno discussioni animose, anche se sono state espresse opinioni diverse, non solo sui temi principali, ma anche su quelli che erano emersi dai Congressi sezionali e provinciali (la Commissione politica ha lavorato, l’ultima sera, fino alla una e trenta circa, non per dirimere contrasti, ma per migliorare i testi).

Si è cercato di cogliere tutti gli spunti utili per ampliare ed approfondire il dibattito. Del resto, la stessa relazione generale introduttiva del congresso aveva preso atto di diversi punti della riflessione, emersi dai congressi preparatori, arrivando così, di per sé, ad un primo approfondimento del documento congressuale politico. Quest’ultimo, già approvato dalla stragrande maggioranza dei congressi provinciali, è stato poi sottoposto al voto assieme – appunto – alla relazione introduttiva ed il risultato è stato quello di una approvazione pressoché unanime (solo tre astensioni, rispetto a 347 voti favorevoli), sulla quale – peraltro – è calato il silenzio da parte di quasi tutti gli organi di informazione.

Un raro esempio di democrazia, di questi tempi, che l’ANPI ha potuto fornire grazie all’impegno dei delegati, al senso di appartenenza, ad una volontà fortissima di salvaguardare quel bene fondamentale che è l’unità dell’Associazione, pur nel pluralismo delle idee.
Quanto al tema che – a rigore – non era compreso nel documento originario (la posizione dell’ANPI sulla riforma costituzionale, la legge elettorale e il referendum), ma è stato dibattuto in quasi tutti i congressi ed anche nel congresso nazionale, l’orientamento che era emerso dei congressi, in misura larghissima, in piena concordanza con la decisione adottata dal Comitato nazionale del 21 gennaio 2016, è stata ulteriormente rafforzato, se è vero che sottoposti a votazione, insieme, il documento politico nazionale e la relazione introduttiva del congresso, su di essi si è realizzato quel consenso pressoché unanime, di cui ho già detto.

Il tutto corroborato dal larghissimo consenso creatosi attorno alla relazione del presidente uscente, la cui posizione era arcinota; consenso manifestato dapprima con la convinta e calorosissima adesione espressa al termine dello svolgimento della relazione, poi col voto di cui ho detto ed infine con la rielezione, con voto unanime, del Presidente Smuraglia, “nonostante” le posizioni da lui espresse in modo nettissimo, sulla materia, da oltre due anni.
Questo non significa, naturalmente, che non ci siano stati e non ci siano anche dissenzienti, su questo specifico tema; essi hanno parlato, nel Congresso, ed hanno esposto le loro motivazioni; ascoltati da una maggioranza ben convinta delle proprie ragioni, ma non rissosa e tutt’altro che prevaricatrice (qualche intemperanza da parte di alcuni, è stata rapidamente composta).

Da ciò, la conclusione sostanzialmente unitaria, pur nel proclamato rispetto di tutte le opinioni, essendo stato, peraltro, chiarito dal Presidente, nella sua Relazione, così come in alcune precedenti circolari, che il dissenso è assolutamente lecito, ma non può manifestarsi in forme di contrapposizione rispetto alle decisioni adottate ed in modi tali da recare danno all’immagine complessiva dell’Associazione.
Infine, il congresso si è concluso con un’ampia discussione e con alcune votazioni sui documenti congressuali, oltre a quelli fondamentali, già citati. Molti emendamenti ed ordini del giorno erano stati acquisiti dalla commissione politica, anche perché in gran parte già assunti nella stessa relazione introduttiva del congresso. Su quelli sui quali c’era stata particolare discussione si è votato, liberamente e senza contrasti.
Infine, sono stati eletti gli organismi dirigenti, prima di tutto il Presidente, e poi il nuovo Comitato nazionale, composto non da “pochi intimi”, come alcuni ritengono, ma da 37 membri, assicurando sia il pluralismo sia la diffusa rappresentanza territoriale. È così che il Congresso si è concluso positivamente, e con entusiasmo (i consueti abbracci di saluto fra delegazioni, le foto ricordo, e così via, tutte manifestazioni non rituali di fraternità e amicizia).

È in questo contesto che si è verificato, l’ultimo giorno, un episodio sgradevole. Un quotidiano nazionale, che fino ad allora non si era accorto che ci fosse un Congresso, che si fosse discusso in una “Tavola rotonda” del futuro dei giovani, che infine fosse in corso un ampio e pacato dibattito, a differenza di quanto avviene in molte sedi politiche, si è improvvisamente accorto che l’ANPI era divisa, addirittura “spaccata” (“Da Bolzano a Grosseto, partigiani divisi dal referendum”); ed ha pubblicato un articolo con nomi, cognomi e provenienza, a suggerire al lettore chissà quali conflitti disastrosi per l’Associazione.

Il solito comportamento di una certa stampa, che delle grandi manifestazioni del 25 aprile coglie solo il piccolo incidente (sempre deprecato, ovviamente) in fondo ad un grande corteo ampiamente e pacificamente partecipato, e non perde occasione per sottolineare i lati presuntivamente negativi, senza evidenziare gli aspetti veramente importanti di una manifestazione oltremodo significativa. Peccato che nell’operazione si siano lasciati coinvolgere alcuni delegati, facendo dichiarazioni di cui il giornalista sarà stato particolarmente felice; tant’è che la “questione” è stata subito ripresa, addirittura sulla prima pagina dello stesso quotidiano nazionale, che peraltro, non può fare a meno di ripetere il contenuto delle circolari dell’ANPI, che dichiaravano e dichiarano legittimo il dissenso, non pretendono affatto ubbidienza assoluta, ma chiedono una cosa che a me continua a risultare ovvia, che cioè chi dissente non “remi contro” e non faccia il gioco dei “critici” dell’Associazione, quelli che solo ora hanno scoperto che c’è stato un Congresso, molto partecipato e con larghissimo confronto, salutato – con nobilissime parole – dai messaggi del Presidente della Repubblica e dei Presidenti delle due Camere.

Mi spiace molto che l’ANPI susciti “malinconia” sulla stampa, proprio in uno dei suoi momenti più alti. Io – semmai – ho un’altra malinconia, quella di chi vorrebbe una informazione veramente completa ed esauriente e invece deve periodicamente constatare che interessano più i “sussurri e le grida”, che non le questioni di fondo e gli eventi dotati di un reale significato.

Un ulteriore conferma viene da “Il Foglio” di questa mattina, che non si è occupato, per tre giorni del Congresso nazionale dell’ANPI; ma adesso, si è svegliato perché c’è sentore di scontri e di divisioni. E si infilano una serie di “perle”, una più significativa dell’altra. La decisione di gennaio: una “riunione verticistica, fra pochi intimi”; per la verità, il 21 gennaio si è riunito il Comitato nazionale, il massimo organismo dirigente dell’Associazione, si è discusso, come si era già fatto anche in una precedente riunione e si è deciso a stragrande maggioranza. Sarebbe questa la riunione “verticistica”?
Nel riportare la circolare che precisa: “il diritto al dissenso ed i suoi limiti”, la si liquida con una stentorea parola: “ridicolo”.

Si ammette, a denti stretti, che la decisione “fra pochi intimi” è stata confermata dal Congresso, ma ci si guarda bene dal dire con quale maggioranza.
Si ricorre perfino ad una anziana partigiana per farle dire, testualmente: “inquietante il fatto che una decisione così importante come il referendum non sia stata messa in discussione in Congresso, ma addirittura in una riunione di vertice” (ma dove era, questa compagna, dal 12 al 15 maggio e su quali fonti si è informata?).

Il termine corretto, per parlare di questo tipo di articoli, non è certamente quello che hanno usato loro, cioè “ridicolo”. In realtà è pietoso questo modo di fare disinformazione. Le opinioni, ovviamente, sono sempre lecite, ma dovrebbero basarsi su fatti e partire da un’informazione completa ed esauriente. Naturalmente, nessuno di questi “appassionati” dell’ANPI ha messo piede a Rimini, nessuno ha letto il messaggio delle più alte cariche dello Stato, nessuno è stato informato che nel Congresso ci sono stati ben 94 interventi, che le riunioni delle Commissioni si sono protratte fino a tarda notte e che il voto finale è stato espresso a grandissima maggioranza. Che “tristezza”, direbbe Gian Antonio Stella. E questa volta sarei d’accordo con lui.

Noi andiamo avanti, perché c’è bisogno di lavoro, d’impegno e di riflessione. Ho già convocato il nuovo Comitato nazionale per martedì prossimo e in quella occasione discuteremo anche di tutto ciò che è emerso dal Congresso e delle reazioni di cui ho parlato.
Ora, comunque, torniamo al lavoro, dopo la “pausa” congressuale, col grande impegno che la situazione richiede, ma anche con la soddisfazione e la gioia di aver partecipato ad un grande momento di democrazia.

Carlo Smuraglia, presidente nazionale Anpi

Carlo Smuraglia rieletto Presidente Nazionale

16 maggio 2016

Carissimi, il nostro valoroso Presidente Carlo Smuraglia è stato rieletto alla guida dell’ANPI nel corso del 16° Congresso, conclusosi ieri, 15 Maggio. Il suo discorso, improntato alla difesa appassionata dei nostri valori, ha suscitato l’entusiasmo dei partecianti, che gli hanno tributato un interminabile applauso e una emozionante standin ovation. Ecco di seguito il mio messaggio di congratulazioni.

Caro Presidente, desidero esprimerLe tutta la mia gratitudine per il Suo indefesso impegno per la difesa e la promozione dei valori costitutivi dell’ANPI. Mi permetta di formularLe le più vive congratulazioni per la Sua rielezione. Un caro saluto. Carla Cossu, ANPI Oristano.

Il messaggio del Presidente della Repubblica Mattarella per il nostro Congresso

13 maggio 2016

MattarellaIn occasione del 16° congresso dell’ANPI desidero rivolgere un caloroso saluto ai dirigenti, ai delegati e ai numerosi giovani che hanno deciso di iscriversi all’Associazione per raccogliere e interpretare ancora, nel tempo nuovo, l’eredità ideale, morale, spirituale della Resistenza, che aprì per il nostro popolo la strada della Liberazione e della Democrazia.
La testimonianza dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia ha reso un tributo importante alla memoria, e dunque all’identità del paese, contribuendo a mantenere sempre viva la speranza di pace, di libertà, di uguaglianza tra le persone, di rispetto della legalità contro ogni sopraffazione.
Si tratta di valori perenni, tanto più da tutelare in epoche in cui appaiono messi in discussione i fondamenti di libertà e di solidarietà su cui sono cresciute le società europee dopo la seconda guerra mondiale.
La memoria non è un accessorio di scarso valore, né un freno all’innovazione. È, invece, un bene costitutivo di ogni comunità e antidoto contro il ripetersi di avventure di stampo neonazista e neofascista.
Nella scelta della Repubblica il 2 giugno del 1946 e nei principi della Costituzione si è rispecchiata la voglia di riscatto del paese, avvilito dalla dittatura e dalla guerra e soggiogato dagli occupanti.
L’impegno per l’affermazione dei valori della persona e dell’umanità intera non può conoscere soste e riguarda tutti: istituzioni elettive, magistratura, forze di polizia, istituti educativi, l’intera società civile.
L’ANPI può favorire un dialogo con i giovani, con le scuole, con i corpi intermedi affinché i valori fondanti del nostro ordinamento siano ancora generativi di giustizia, di etica pubblica, di condivisione, di coscienza dei diritti e dei doveri.
La democrazia, edificata a prezzo di enormi sacrifici, è nelle nostre mani. Nessuna conquista è di per sé definitiva. Dobbiamo esserne all’altezza per rafforzarla e allargarne continuamente le sue basi.
Decisivo è anche il destino del progetto europeo: nel mondo globalizzato, l’Europa unita è la dimensione necessaria per affermare valori di cooperazione internazionale e valorizzare il nostro modello politico e sociale, che si è affermato proprio in seguito alla guerra di Liberazione.
L’antifascismo che voi giustamente indicate come tratto identitario della vostra Associazione e della Costituzione Repubblicana, divenne la chiave di apertura della nuova Italia verso un nuova Europa.
Su questa strada dobbiamo ancora proseguire, vincendo paure, chiusure ed egoismi, cercando di realizzare nuovi traguardi a beneficio dei nostri concittadini e del mondo intero.
Con questo spirito, cordialmente auguro a tutti voi un buon lavoro.
— Sergio Mattarella
foto di A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

E’ in corso a Rimini il 16° Congresso Nazionale dell’ANPI: non perdetevi la relazione del nostro Presidente Carlo Smuraglia

13 maggio 2016

smuraglia http://www.anpi.it/…/05/relazione_smuraglia_16_congresso.pdf

Siamo su facebook

6 maggio 2016

25 aprile 2016 (67)Carissimi, grazie all’impegno di Michela Cuccu, da ieri, 4 Maggio 2016, siamo su Facebook. Per entrare in contatto con noi: Anpi Oristano Cmunità.

L’ANPI Oristano si schiera con i lavoratori ex esposti amianto

1 maggio 2016

SPETT.LE AREAS
ASSOCIAZIONE REGIONALE
EX ESPOSTI AMIANTO SARDEGNA
VIA C. MELONI, 2,
-ORISTANO-

Spett.le Associazione,
con la presente desidero eprimerVi, anche a nome dei Componenti del Comitato Provinciale ANPI Oristano, solidarietà e sostegno per la Vostra lotta, tesa al riconoscimento di diritti fondamentali – costituzionalmente garantiti – quali quello alla salute, alla sicurezza sul lavoro, alla protezione ambientale e paesaggistica.
Peraltro da sempre l’ANPI, oltre alla celebrazione e al ricordo degli Eroi dell’Antifascismo e della Resistenza, è in prima linea proprio per la tutela dei Diritti e dei Valori democratici e repubblicani che innervano la nostra Costituzione.
Con la preghiera di massima diffusione della presente, Vi porgo i più cordiali saluti. Carla Cossu

IL PRESIDENTE ANPI
PROVINCIA DI ORISTANO
M. Carla Cossu

IL COMITATO PROVINCIALE
Michela Cuccu
Giampiero Enna
Umberto Massa
Pinuccia Sechi

ORISTANO, 30 APRILE 2016

Locandina/Manifesto del 25 Aprile

28 aprile 2016

VENTICINQUE APRILE_Festa della Liberazione_2016 (5)

Ecco le immagini del 25 aprile 2016 (per gentile concessione dell’Ufficio Stampa del Comune)

27 aprile 2016

25 aprile 2016 (4)(19)4225 aprile 2016 (62)TARGA CG FB 25 Aprile 201625 aprile 2016 (67)25 aprile 2016 (78)25 aprile 2016 (90)25 aprile 2016 (111)25 aprile 2016 (119)25 aprile 2016 (124)25 aprile 2016 (127)25 aprile 2016 (137)25 aprile 2016 (145)25 aprile 2016 (149)

25 Aprile 2016

25 aprile 2016

25 aprile 2016TARGA CG FB 25 Aprile 2016

25 aprile – Oristano dedica il Centro giovani a Flavio Busonera

24 aprile 2016

25 aprile – Oristano dedica il Centro giovani a Flavio Busonera
Il Centro giovani di Sa Rodia sarà intitolato a Flavio Busonera. La cerimonia di intitolazione si terrà lunedì 25 aprile, 71esimo anniversario della Liberazione.

Sarà il Sindaco Guido Tendas, alle 10, alla presenza delle autorità cittadine, a scoprire la targa che ricorda la figura di Flavio Busonera (nato a Oristano nel 1894 e morto a Padova nel 1944) medico, socialista, martire della Resistenza, che nelle giornate prossime all’8 settembre 1943 stabilì contatti con i primi nuclei azionisti e della Resistenza padovana, si occupò dell’assistenza ai prigionieri alleati, contribuì alla costituzione delle prime bande partigiane, fu arrestato e, con altri nove detenuti, venne condannato a morte per rappresaglia a Cavàrzere (Venezia) dove sorge l’omonimo «Villaggio Busonera».

“Il Comune rinnova il suo impegno rivolto alla salvaguardia della memoria storica nazionale sui valori della Resistenza, della fine del regime fascista, dell’occupazione nazista in Italia e della Seconda guerra mondiale – dice il Sindaco Tendas -. Accogliendo l’invito dell’ANPI, l’associazione nazionale partigiani, vogliamo quindi ricordare l’eroica figura del nostro concittadino, così come hanno già fatto Nuoro, Montertone di Abano Terme (scuola primaria) e Padova (Parco pubblico e Istituto Veneto di Oncologia)”.

“Intitolare il Centro Giovani a Busonera – aggiunge Tendas – costituisce un’occasione per ricordare alla comunità Oristanese e in particolare ai più giovani che la Liberazione, ancor più nel settantennale del voto per la Repubblica, rappresenta ancora oggi la sintesi del legame tra Costituzione, libertà e democrazia”.

“Busonera è una delle personalità più generose e importanti che abbia espresso la nostra città. Un oristanese che ha dato la vita per difendere i valori della libertà a cui la nostra comunità deve tutta la sua riconoscenza” ha detto il Vice Sindaco Giuseppina Uda presentando, insieme al Direttore del Centro servizi culturali Marcello Marras, il programma dei festeggiamenti in programma a Oristano.

Il programma dei festeggiamenti per il 25 aprile si aprirà alle 10 con la cerimonia di intitolazione del Centro giovani nella struttura di Sa Rodia, alla presenza delle autorità, con la prolusione storica di Bepep Meloni e l’intervento musicale della Banda Santa Cecilia, e prosegue nel pomeriggio, alle 18, nella Sala consiliare del Comune (Palazzo degli Scolopi) con una conferenza di studi storici del professor Filippo Focardi (Università di Padova – Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali) che presenterà il saggio “Il cattivo tedesco e il bravo italiano” (Laterza editori). L’iniziativa è promossa dall’ISSASCO, dal Centro Servizi Culturali Unla, dal Comune di Oristano, da Nur s.n.c e dalla Biblioteca Gramsciana Onlus. Dopo i saluti di Giuseppe Manias (Biblioteca Gramsciana), Marcello Marras (Unla), di Walter Falgio (ISSASCO) e del Sindaco Guido Tendas, presenteranno il libro Aldo Borghesi direttore dell’Istasac e l’autore Filippo Focardi, docente dell’Università di Padova.

Il libro – Cattivo tedesco. Barbaro, sanguinario, imbevuto di ideologia razzista e pronto a eseguire gli ordini con brutalità. Al contrario, bravo italiano. Pacifico, empatico, contrario alla guerra, cordiale e generoso anche quando vestiva i panni dell’occupante. Sono i due stereotipi che hanno segnato la memoria pubblica nazionale e consentito il formarsi di una zona d’ombra: non fare i conti con gli aspetti aggressivi e criminali della guerra combattuta dall’Italia monarchico-fascista a fianco del Terzo Reich. A distinguere fra Italia e Germania era stata innanzitutto la propaganda degli Alleati: la responsabilità della guerra non gravava sul popolo italiano, ma su Mussolini e sul regime, che avevano messo il destino del paese nelle mani del sanguinario camerata germanico. Gli italiani non avevano colpe e il vero nemico della nazione era il Tedesco. Gli argomenti furono ripresi e rilanciati dopo l’8 settembre dal Re, da Badoglio e da tutte le forze dell’antifascismo, prima impegnati a mobilitare la nazione contro l’oppressore tedesco e il traditore fascista, poi a rivendicare per il paese sconfitto una pace non punitiva. La giusta esaltazione dei meriti guadagnati nella guerra di Liberazione ha finito così per oscurare le responsabilità italiane ed è prevalsa un’immagine autoassolutoria che ha addossato sui tedeschi il peso esclusivo dei crimini dell’Asse, non senza l’interessato beneplacito e l’impegno attivo di uomini e istituzioni che avevano sostenuto la tragica avventura del fascismo.

BUON 25 APRILE A TUTTI!!!!! ORA E SEMPRE RESISTENZA!!!!!!! CARLA COSSU

25 Aprile 2016

22 aprile 2016

TARGA CG FB 25 Aprile 2016

IL “CENTRO GIOVANI” intitolato a FLAVIO BUSONERA

14 aprile 2016

Con grande gioia annuncio che il prossimo 25 Aprile, 71° della LIBERAZIONE DAL NAZIFASCISMO, il Centro Giovani della nostra città verrà intitolato al partigiano Flavio Busonera, trucidato nel 1944, fulgido esempio di lotta per la libertà. I dettagli della Cerimonia, che avrà inizio alle 10,30, saranno comunicati al più presto.
IL PRESIDENTE DEL COMITATO PROVINCIALE
Carla Cossu

Un articolo che non passerà alla storia e “l’Unità” (di Carlo Smuraglia)

8 aprile 2016

“Preferisco non fare commenti di sorta ad un articolo che considero inqualificabile e altamente offensivo…”

Pubblico di seguito il comunicato inviato dalla Segreteria dell’ANPI – con richiesta di pubblicazione – alla Direzione dell’Unità, cogliendo, peraltro, l’occasione per esprimere un mio personale ringraziamento per le innumerevoli ed affettuose manifestazioni di solidarietà che ho ricevuto e per i tanti comunicati e per i tanti documenti di analogo contenuto approvati all’unanimità nei Congressi che erano in corso in questo fine settimana. A tutti un grazie sincero per me e per l’ANPI. Ecco il testo del comunicato della Segreteria:

Dopo l’inqualificabile articolo di Rondolino, di venerdì scorso, che ha provocato migliaia di prese di posizione indignate, di proteste, di manifestazioni di solidarietà in tutta Italia, in favore dell’ANPI, abbiamo atteso in questi giorni una qualsiasi dichiarazione dell’Unità, che chiarisse se si era trattato di un articolo sciagurato, scappato dalla penna di un giornalista, oppure di una posizione condivisa dal giornale, di attacco, non solo al Presidente Smuraglia, ma all’ANPI nel suo complesso. Non è arrivato nulla e allora si impongono alcune domande: come mai il Presidente Smuraglia, che fino a due o tre anni fa era richiesto di articoli e interviste da parte dei Direttori dell’Unità, è diventato d’improvviso quello che così bassamente viene decritto nell’articolo? C’è un tentativo di delegittimazione, di Smuraglia e dell’ANPI, in relazione alle recenti posizioni assunte in tema referendario, se non addirittura un tentativo di alzare il tono della polemica e della discussione sulle Riforme, trascinandole ad un livello peraltro assai basso?

Il silenzio fa pensare a tutto questo; e questo è foriero di tempesta: il Paese non ha bisogno di polemiche e di attacchi, e tantomeno di palesi oltraggi ai valori che l’ANPI rappresenta e che il Presidente Smuraglia ha rappresentato, al massimo livello in questi 5 anni di presidenza. In ogni caso stia certa, l’Unità, che non ci faremo intimidire e tanto meno ridurre al silenzio o rinunciare a manifestare con la consueta franchezza le nostre opinioni.

Per il resto crediamo che i primi a giudicare una simile vicenda saranno, come è già avvenuto, molti lettori dell’Unità, che non intendono prestarsi a toni e campagne sciagurate. Per parte nostra conserveremo il ricordo non tanto dell’articolo di Rondolino, che non passerà certamente alla storia, quanto della solidarietà e della affettuosa partecipazione dei tanti che si sono schierati senza esitazione in favore dell’ANPI e del suo Presidente, esprimendo con ogni mezzo e con forza la loro profonda indignazione.

LA SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

Maria Ombra, Marisa Ferro, Carla Argenton, Luciano Guerzoni, Andrea Liparoto, Paolo Papotti

Roma, 4 aprile 2016