DOVE STA ANDANDO LA TURCHIA, DOPO LO STRANO GOLPE?

22 luglio 2016 Lascia un commento »

Insegnanti sospesi, licenziati, arrestati con l’accusa di essere fiancheggiatori dei presunti golpisti in Turchia, o uccisi dalla polizia, come in Messico, perchè si opponevano a una legge che aziendalizza la scuola e di fatto spazza via l’istruzione pubblica.
Nel modello iperliberista e fascistoide che attanaglia il mondo non c’ è posto per chi forma le teste e le coscienze dei futuri cittadini in quanto soggetti liberi e portatori di diritti.
Pur tra le evidenti (per ora) differenze, si delinea il quadro planetario complessivo di riduzione degli spazi democratici e partecipativi, il dominio assoluto non già dell’economia, ma della più spregiudicata finanza.
Gli insegnanti, come i magistrati e i giornalisti, costituiscono presìdi di legalità ed esercizio critico, pertanto vanno ingabbiati in norme che ne minano seriamente la libertà intellettuale, controllati da “superiori” che esercitano un potere inusitato, indotti ad essere “collaborativi” attraverso un sistema di premi e punizioni lesivi della dignità personale e professionale.
Nell’autogolpe di Erdogan, le liste di proscrizione hanno interessato migliaia di colleghi, considerati nemici dello stato e dell’ordine autarchico; in Messico la polizia spara sui cortei formati da migliaia di colleghi, anch’essi “nemici dello stato” e dei diktat pedagogico-contrattuali del capitalismo mondiale.
A TUTTI I COLLEGHI PERSEGUITATI NEL MONDO PROPRIO PER LA LORO FUNZIONE VA IL NOSTRO ABBRACCIO!!!!
OGGI A LORO E DOMANI A NOI? NESSUNO PUO’ ESCLUDERLO, in un quadro politico globale nel quale, con l’alibi del terrorismo e dell’emergenza migranti, si vanno appunto drasticamente riducendo gli spazi democratici! La libertà e la democrazia vere sono come fiori e frutti molto delicati, che necessitano di attenzioni costanti!
Non vorremmo che anche noi dovessimo dire, un giorno, con Brecht:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
Carla Cossu, Insegnante Presidente Anpi,

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