Archivio per luglio 2016

Smuraglia: “Non scoraggiamoci, prepariamo la più grande campagna referendaria che sia mai stata realizzata”

26 luglio 2016

19 Luglio 2016

Si è concluso il deposito delle firme in Cassazione. I nostri Comitati non hanno raggiunto il numero sufficiente, pur avendo compiuto uno sforzo notevole, contro tutto e tutti. Non ci scoraggiamo, siamo orgogliosi e riconoscenti del lavoro che molti e molte hanno compiuto e ci prepariamo, come ho già accennato altre volte, alla più grande campagna referendaria “dal basso” che sia stata realizzata. Dico dal basso, perché non potendo contare sui grandi organi di comunicazione e di “informazione” (!) dobbiamo usare l’antico sistema del “porta a porta”, del colloquio diretto con cittadine e cittadini; e lo faremo con coscienza, impegno e serietà. I sostenitori del SI hanno depositato le firme sostenendo di avere superato il livello previsto dalla legge. I controlli della Corte di Cassazione sono previsti proprio per verificare la regolarità delle firme ed accade spesso che molte risultino inammissibili. Staremo a vedere. In ogni caso, non cambierà nulla, perché ciò che conta sarà la campagna che andremo a fare nei prossimi mesi (non abbia paura il lettore, parlo di settembre e ottobre, non di agosto). In ogni caso, un’altra stranezza è questa incertezza sulla data del referendum. È evidente che si stanno facendo calcoli di pura convenienza; e già questo non è bello, perché la scadenza vera dovrebbe essere quella della data che consenta la maggior partecipazione.

Infine continuano i segnali dei “poteri forti”: Confindustria, Coldiretti, adesso anche quella stampa internazionale più vicina alle opinioni di chi dichiarò, tempo fa, che le Costituzioni europee erano spostate troppo “a sinistra” e dunque bisognose di modifiche (naturalmente a favore di soluzioni non democratiche). Che posso dire se non che potrebbe trattarsi di segnali che, alla fine si risolveranno positivamente, se tanti incerti e “incoscienti” si renderanno conto che la posta in gioco riguarda anche il nostro sistema democratico e perfino il quadro economico?

Una piccola postilla. A proposito del fallito golpe in Turchia, un commentatore scrive – su un quotidiano nazionale – un articolo con questo titolo “Non c’è stabilità senza democrazia”. Giustissimo. Nel caso specifico, il principio vale sia per Erdogan che per i militari. Ma più in generale, il pensiero va a quanti sostengono che bisogna votare SI perché questa riforma garantisce la “stabilità” (o la governabilità) evidentemente a qualunque costo, anche sacrificando la rappresentanza, ossia, in sostanza la democrazia. Quel titolo è dunque un ammonimento per tutti e vale anche per il referendum, spiegando ulteriormente e in poche parole, le ragioni del nostro NO.

Carlo Smuraglia

da ANPInews n.211 (19/26 luglio 2016)

http://www.anpi.it/newsletter

DOVE STA ANDANDO LA TURCHIA, DOPO LO STRANO GOLPE?

22 luglio 2016

Insegnanti sospesi, licenziati, arrestati con l’accusa di essere fiancheggiatori dei presunti golpisti in Turchia, o uccisi dalla polizia, come in Messico, perchè si opponevano a una legge che aziendalizza la scuola e di fatto spazza via l’istruzione pubblica.
Nel modello iperliberista e fascistoide che attanaglia il mondo non c’ è posto per chi forma le teste e le coscienze dei futuri cittadini in quanto soggetti liberi e portatori di diritti.
Pur tra le evidenti (per ora) differenze, si delinea il quadro planetario complessivo di riduzione degli spazi democratici e partecipativi, il dominio assoluto non già dell’economia, ma della più spregiudicata finanza.
Gli insegnanti, come i magistrati e i giornalisti, costituiscono presìdi di legalità ed esercizio critico, pertanto vanno ingabbiati in norme che ne minano seriamente la libertà intellettuale, controllati da “superiori” che esercitano un potere inusitato, indotti ad essere “collaborativi” attraverso un sistema di premi e punizioni lesivi della dignità personale e professionale.
Nell’autogolpe di Erdogan, le liste di proscrizione hanno interessato migliaia di colleghi, considerati nemici dello stato e dell’ordine autarchico; in Messico la polizia spara sui cortei formati da migliaia di colleghi, anch’essi “nemici dello stato” e dei diktat pedagogico-contrattuali del capitalismo mondiale.
A TUTTI I COLLEGHI PERSEGUITATI NEL MONDO PROPRIO PER LA LORO FUNZIONE VA IL NOSTRO ABBRACCIO!!!!
OGGI A LORO E DOMANI A NOI? NESSUNO PUO’ ESCLUDERLO, in un quadro politico globale nel quale, con l’alibi del terrorismo e dell’emergenza migranti, si vanno appunto drasticamente riducendo gli spazi democratici! La libertà e la democrazia vere sono come fiori e frutti molto delicati, che necessitano di attenzioni costanti!
Non vorremmo che anche noi dovessimo dire, un giorno, con Brecht:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
Carla Cossu, Insegnante Presidente Anpi,

In ricordo di Antonio Feurra, partigiano di Seneghe

21 luglio 2016

seneghe

ELETTO IL NUOVO COORDINATORE REGIONALE ANPI SARDEGNA

8 luglio 2016

Carissimi e carissime, ieri, 7 Luglio 2016, nel corso dell’Assemblea dei Presidenti Provinciali, è stato eletto, all’unanimità, il nuovo Coordinatore Regionale MARCO SINI, Presidente Provinciale dell’ANPI Cagliari. A lui vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro. Al Coordinatore dimissionario Francesco Pranteddu esprimiamo la nostra gratitudine per l’indefesso lavoro svolto in questi anni.
CARLA COSSU